Parigi in 5 giorni: il ritmo giusto
Parigi è una città che si presta facilmente a un weekend veloce, ma in due o tre giorni resta sempre
qualcosa fuori. Con cinque giorni puoi cambiare ritmo: non solo correre da una “attrazione” all’altra,
ma sederti nei café, osservare la vita sui boulevard, perderti nelle vie del Marais o salire a Montmartre
senza guardare l’orologio.
In questo articolo non troverai schede tecniche e pro/contro (quelli stanno nella mini-guida), ma il
racconto di un itinerario che prova a tenere insieme il meglio della città: i musei iconici, le vedute
sulla Senna, i quartieri più vivi e qualche pausa studiata bene.
Cosa aspettarsi
Aspettati una città bella in modo quasi indecente: prospettive perfette, piazze scenografiche, ponti
illuminati che sembrano studiati per le foto. Ma anche una Parigi concreta, fatta di metro affollata,
panetterie di quartiere, mercati rionali e persone che corrono al lavoro.
Il meteo può essere capriccioso, soprattutto in primavera e autunno, ma la città ha sempre un piano B:
un museo in più, un passaggio in galleria coperta, un pomeriggio di lettura in un café. Parigi non smette
quasi mai di funzionare, anche quando piove.
Itinerario narrato (5 giorni)
Prendilo come una traccia flessibile: puoi cambiare ordine, spostare serate, allungare il tempo in un quartiere che ti piace di più.
Giorno 1 – Île de la Cité, Notre-Dame e il Marais
Il primo impatto con Parigi è spesso la Senna. Partire dall’Île de la Cité ti mette subito al centro:
tra le facciate di Notre-Dame, i ponti storici e la calma relativa delle prime ore del mattino. Anche
solo passeggiare intorno alla cattedrale e affacciarsi sui quai ha qualcosa di iconico.
Attraversando il ponte verso il Marais, la città cambia ritmo: vie più strette, negozi indipendenti,
gallerie, cortili nascosti. È il quartiere giusto per cominciare a sentire Parigi “a bassa velocità”:
entri in una boulangerie, prendi qualcosa da mangiare al volo, ti siedi su una panchina in Place des
Vosges e inizi davvero a essere in viaggio.
Giorno 2 – Louvre, Tuileries e un assaggio di Opéra
Il secondo giorno è il momento giusto per il Louvre. Non serve vedere tutto: scegliere un’ala, un
percorso, accettare che alcune sale restino una scusa per tornare è il modo migliore per non uscire
stremati. Dopo il museo, il passaggio naturale è verso i Giardini delle Tuileries: sedie verdi, fontane,
bambini con le barchette in miniatura.
Proseguendo verso l’Opéra, Parigi si fa più monumentale: boulevard ampi, facciate uniformi, gallerie come
la Vivienne o la Galerie Colbert dove puoi ripararti se piove. È il lato più “istituzionale” della città,
ma visto a piedi, ha comunque il suo fascino.
Giorno 3 – Torre Eiffel, Champ de Mars e crociera sulla Senna
Prima o poi la Torre Eiffel arriva, è inevitabile. Dedicarle un giorno intero, però, vuol dire viverla
con un po’ più di calma: salire in un orario prenotato, godersi la vista, poi scendere al Champ de Mars
e magari fare un piccolo picnic se il tempo lo permette.
Nel pomeriggio puoi muoverti verso Trocadéro o camminare lungo la Senna. La giornata perfetta si chiude
con una crociera serale: vedere i monumenti illuminati dall’acqua, con la Torre Eiffel che scintilla,
è uno di quei cliché che funzionano proprio perché sono belli.
Giorno 4 – Montmartre, Sacré-Cœur e sera in centro
Montmartre va preso al momento giusto: al mattino ha una luce più tenue, meno folla e la vista dall’alto
su Parigi sembra ancora più ampia. Tra scalinate, atelier, vicoli in salita e angoli più tranquilli, capisci
perché continua a essere uno dei quartieri più amati dai viaggiatori.
Nel pomeriggio puoi ridiscendere verso il centro, passare da Galeries Lafayette o Printemps giusto per
vedere le cupole e le terrazze e, la sera, scegliere un bistrot in zona Opéra / Grands Boulevards o di
nuovo nel Marais. È la giornata perfetta per un po’ di “Parigi da cartolina” con intermezzi di vita reale.
Giorno 5 – Versailles: una parentesi regale
L’ultimo giorno lo puoi dedicare a Versailles. È una fuga dalla città ma non dal racconto: sale dorate,
specchi, giardini geometrici, boschetti e canali. Arrivare presto ti evita parte della folla, e dopo aver
visitato il palazzo puoi prenderti il tempo di esplorare i giardini a piedi o in bicicletta.
Tornare a Parigi nel tardo pomeriggio ha qualcosa di cinematografico: rientri in città con negli occhi
l’eccesso della Reggia e la sera puoi concederti un’ultima passeggiata sulla Senna o un brindisi in un
piccolo bar di Saint-Germain.
Sapori & café culture
Parigi si riconosce anche dai profumi: il burro delle viennoiseries al mattino, il caffè nei piccoli bicchieri
di vetro, il vino servito nei bistrot, l’odore di pane caldo che arriva dalle boulangerie anche la sera.
Mangiare qui non significa solo “assaggiare piatti tipici”, ma capire quanto i francesi tengano al ritmo dei
pasti, alla pausa pranzo, al bicchiere giusto al momento giusto.
In cinque giorni avrai il tempo di provare un po’ di tutto: bistrot di quartiere, crêperie, locali più moderni
o una semplice baguette sul bordo della Senna. Alcuni dei ricordi più forti di Parigi, spesso, non sono
i monumenti, ma le conversazioni ascoltate al tavolo accanto.